Adolescenti e genitori
L’adolescenza è una fase cruciale di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, contrassegnata da importanti e delicate trasformazioni fisiche e psichiche.
L’adolescente può attraversare momenti di difficoltà emotiva e relazionale non solo in famiglia, ma anche a scuola e, talvolta, nel gruppo dei pari. I cambiamenti tumultuosi di questa fase possono generare incertezze e disorientamento, che in alcune situazioni ostacolano il conseguimento dei compiti di crescita fase specifici (compiti evolutivi) con cui il giovane deve fare i conti.
Questi riguardano in modo particolare:
La relazione con i genitori
La separazione affettiva dalle figure genitoriali rappresenta un compito essenziale della fase adolescenziale. Essa implica una profonda trasformazione del rapporto con i genitori e l’assunzione su di sé di alcune funzioni prima svolte da loro, come la responsabilità delle proprie scelte, la capacità di darsi dei limiti, la definizione dei propri progetti futuri...
La separazione dai genitori spesso si accompagna a conflitti accesi, trasgressioni, fughe da quella che, nel mondo infantile, era considerata l’autorità indiscussa.
L’accettazione del corpo
La pubertà, con lo sviluppo del corpo sessuato, determina un cambiamento significativo rispetto alla percezione di sé, della propria immagine corporea e della relazione con il mondo esterno. L’adolescenza apre anche le porte allo sviluppo e alla scoperta della sessualità, davanti a cui ci si può sentire intimoriti e impreparati.
La costruzione di legami amicali
L’adolescente, spinto dalla ricerca di autonomia affettiva dalla famiglia e di nuovi “modelli” di identificazione, investe molto sulle relazioni amicali e con altri adulti significativi, diversi dai genitori. In questa fase il gruppo di pari diventa un punto di riferimento centrale, rispondendo all’urgente bisogno di appartenenza e di rispecchiamento nei coetanei.
La ricerca della propria identità
“Chi sono?” è la domanda centrale a cui l’adolescente è chiamato a rispondere. L’adolescente deve individuarsi come soggetto, cioè costruire un proprio sistema di valori e ideali, fare delle scelte, anche diverse da quelle dei propri genitori, o del contesto in cui vive.


In questa fase sono molte le ragioni che possono spingere a chiedere aiuto, tra cui:
- eventi stressanti e dolorosi
- problemi relazionali ed emotivi in famiglia e nell’ambiente di lavoro
- difficoltà scolastiche
- difficoltà legate alla scelta del percorso universitario o del lavoro
- disturbi d’ansia, come ansia generalizzata, attacchi di panico, fobia scolare, ansia sociale
- sentimenti di tristezza, apatia, depressione, mancanza del desiderio di fare
- disturbi della sfera alimentare, come anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge eating disorder
- comportamenti autolesivi o rischiosi
- ritiro dalle relazioni sociali e isolamento
- mancanza di fiducia in sé e nelle proprie competenze.


In questa fase sono molte le ragioni che possono spingere a chiedere aiuto, tra cui:
- eventi stressanti e dolorosi
- problemi relazionali ed emotivi in famiglia e nell’ambiente di lavoro
- difficoltà scolastiche
- difficoltà legate alla scelta del percorso universitario o del lavoro
- disturbi d’ansia, come ansia generalizzata, attacchi di panico, fobia scolare, ansia sociale
- sentimenti di tristezza, apatia, depressione, mancanza del desiderio di fare
- disturbi della sfera alimentare, come anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge eating disorder
- comportamenti autolesivi o rischiosi
- ritiro dalle relazioni sociali e isolamento
- mancanza di fiducia in sé e nelle proprie competenze
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Come posso aiutarti?
A partire dal primo incontro, insieme cercheremo anzitutto di comprendere se il disagio possa essere ricondotto al fisiologico processo di crescita adolescenziale e ai cambiamenti da questo apportati o se esprima una sofferenza più profonda. In alcuni casi, infatti, aspetti personologici individuali, conflitti intrapsichici, esperienze stressanti o traumatiche non elaborate possono influenzare il modo in cui l’adolescente vive le relazioni e il rapporto con sé stesso.
Il mio metodo di intervento si ispira al modello di Tommaso Senise, pioniere in Italia della psicologia dell’adolescenza, e mira a favorire una comprensione delle dinamiche emotive, relazionali e personali, oltre a fornire strumenti utili per sostenere il percorso di crescita dell’adolescente. L’intervento si articola in questo modo:
Consultazione psicologica
Le prime 5-6 sedute con l’adolescente e la coppia di genitori sono finalizzate alla conoscenza reciproca, alla comprensione approfondita delle problematiche presentate e alla ricostruzione dei passaggi fondamentali della propria storia di vita. Esse sono strutturate in modo da avere già una valenza terapeutica, fornendo spunti di riflessione e gettando le basi per l’avvio di un processo di cambiamento.
E’ possibile che venga proposto un approfondimento attraverso la somministrazione di test psicodiagnostici.
Il momento della restituzione all’adolescente e ai genitori, con cui si conclude questa fase, è particolarmente importante poiché permette di riflettere insieme su quanto emerso nei primi colloqui e, sulla base di questo, condividere un progetto terapeutico.
Progetto terapeutico
Dopo aver valutato attentamente la situazione personale e familiare dell’adolescente, se necessario, possono essere proposte diverse forme di intervento, tra cui:
- Percorso psicoterapeutico per l’adolescente: all’interno di uno spazio protetto e attraverso la guida del terapeuta, l’adolescente potrà esplorare le proprie difficoltà e scoprire/riscoprire le proprie risorse. L’obiettivo è quello di rimettere in moto il processo di crescita, superando i blocchi e rivitalizzando lo sviluppo del Sé.
- Percorso di supporto alla genitorialità: talvolta è utile offrire anche alla coppia genitoriale uno spazio di ascolto e di riflessione. L’obiettivo è quello di supportare i genitori nello svolgimento della propria funzione, aiutarli a fare i conti con i cambiamenti e le nuove esigenze dell’adolescente e sviluppare un’immagine realistica del proprio figlio, al fine di accompagnarlo nel raggiungimento dei compiti evolutivi.
- Intervento di rete: talvolta può essere necessario integrare il percorso psicoterapeutico con l’intervento di uno psichiatra esperto nel trattamento di adolescenti, con cui valutare l’eventuale necessità di assumere farmaci che possano aiutare a contenere manifestazioni emotive e/o comportamentali difficilmente gestibili in un dato momento. Questo intervento è da considerarsi come un importante strumento nel ripristinare uno stato di sufficiente equilibrio e ricontattare le risorse necessarie a rimettere in moto il percorso di crescita.
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